Praktina

1952 - 1964
Kamera-Werke (Niedersedliz - Germania)

Praktina FX
(1953)
145x92x45mm, 650gr solo corpo.

Tutti i numeri
del primo sistema reflex

Circa 80 obiettivi da 24mm a 600mm di focale prodotti da Zeiss, Meyer-Optik, Angenieux, Enna, Feinmess, Isco, Kilfitt, Schacht, Schneider e Steinheil;
5 mirini, vari schermi e accessori secondari per la visione;
una leva di carica rapida, un motore a molla capace di effettuare una decina di scatti e uno elettrico a cui era possibile collegare un comando remoto elettrico, dorso per 17m di pellicola (circa 400 fotogrammi);
un accessorio per la ripresa di immagini stereo; un soffietto, anelli di inversione delle ottiche ed altro per la macrofotografia.

Costo nel 1954:
745 Marchi fotocamera con pentaprisma e Tessar 2,8/50;
815 Marchi con Biotar 2/58.

Praktina FX con motore elettrico
Elektro-Motor

Praktina FX con motore a molla
Feder-Motor
(pubblicità dell'epoca)

dorso per 17m di pellicola
17-m-Kassette
(cortesia Foto-Herbst, Amtsberg/Dittersdorf)

Con la Praktina la reflex 35mm compie un passo fondamentale: per la prima volta è al centro di un grande sistema di obiettivi e accessori in grado di affrontare ogni situazione di ripresa.

Praktina FX Naturalmente la Praktina non è stata la prima reflex a disporre di ottiche intercambiabili né la prima fotocamera ad offrire una grande varietà di accessori diversificati poichè già Leitz negli anni '30 proclamava una sola macchina e tanti accessori quante sono le necessità di ripresa. Ma la Praktina anticipa la connotazione che assumerà il mercato fotografico nei successivi 50 anni. In altre parole con la Praktina la reflex acquista l'appeal della versatilità, quel fenomeno che crea negli appassionati il bisogno di corredare la propria fotocamera di un secondo obiettivo e qualche filtro negli anni '60, di un tele e un grandangolo negli anni '70 e di un winder e uno zoom negli anni '80. In senso figurato viene avviato il motore che traina il mercato fotografico fino all'apparire delle fotocamere digitali, con zoom tuttofare e un flash incorporato, che riducono il bisogno a una batteria di scorta e una borsa di piccole dimensioni (con la conseguente riduzione del volume di vendite). C'è un paradosso in tutto ciò? Si, il periodo storico di cui parliamo si sovrappone alla Guerra Fredda e la Praktina è una fotocamera dell'Est mentre il mercato a cui ci riferiamo è quello occidendale. Non dimentichiamo che l'evoluzione del mercato non è mai stata la stessa, nello stesso momento, in tutti i paesi del mondo; neppure nell'epoca della globalizzazione.

A dire il vero le reflex degli anni '50 soffrivano ancora nel confronto con le fotocamere professionali a telemetro, tanto che la Praktina tentava di porre rimedio al poco luminoso ed oscurato mirino dopo lo scatto affiancandogli un patetico mirino galileiano senza possibilità di controllo della messa a fuoco, senza correzione della parallasse e adeguato solo al 50mm. Tuttavia questa fotocamera vanta molti primati ed è paradossale quanto sia poco conosciuta. Ancora oggi la letteratura disponibile è assai limitata e nella maggior parte dei casi posteriore al 1990; solo a titolo di esempio notiare che la Praktina non è menzionata nel bellissimo libro di B. Coe La macchina fotografica (titolo originale Cameras, 1978, ed. italiana tradotta da O. F. Ghedina per Garzanti) sebbene sia stata prodotta in circa 100.000 esemplari e vi si trovino fotocamere della stessa fabbrica anteriori alla seconda guerra mondiale. La scarsità di informazioni è una conseguenza della lunga divisione che per 50 anni ha contrapposto i paesi della Nato a quelli del Patto di Varsavia. Infatti sebbene il 60% delle Praktina fossero esportate all'estero la sua diffusione rimase circoscritta ai paesi dell'Europa dell'Est e ben poche raggiunsero il mercato occidentale che, del resto, era dominato dalle fotocamere a telemetro e dalle biottiche reflex. Così la Praktina fu poco sconosciuta in Occidente, sia all'epoca che nel seguito.
La Praktina, che montava principalmente ottiche Zeiss, è stata la prima reflex motorizzabile, la prima a disporre di un dorso per molti metri di pellicola e la prima a disporre della chiusura del diaframma prima semiautomatica e poi automatica (1954) ma esplorando il mondo dei suoi accessori probabilmente si potrebbero trovare altre novità assolute per il mondo della reflex.

La Kamera-Werke, che produceva la Praktina, è stata una delle principali industrie di fotocamere tedesche e le sue sorti si sono intrecciate con i grandi sconvolgimenti del '900. La società Kamera-Werkstaetten Guthe & Thorsch con sede in Dresda, Zinzendorfstrasse 48, fu fondata nel 1919 da Paul Guthe e Benno Thorsch. Il primo successo èla Patent Etui, una folding veramente sottile. Nel 1928, dopo essersi spostata in una sede più ampia in Dresden Striesen, Baerensteiner Strasse 30, vicino alla Ica-Werk della Zeiss Ikon AG la fabbrica contava 150 dipendenti che prodevano più di 100 fotocamre al giorno. Nel 1931 fu la volta della KW-Reflexbox 6x9cm, una delle prime reflex monobiettivo medio formato, poi le leggi razziali obbligarono i fondatori, entrambi ebrei, ad emigrare, Guthe in Svizzera nel 1937, Thorsch in America l'anno successivo. La guida della fabbrica passò nelle mani di Charles A.Noble, un uomo altrettanto capace dei fondatori della fabbrica. Noble aveva ottenuto la Kamera-Werkstaetten da Thorsch in cambio della Photocopy Company che possedeva a Detroit. Noble intuisce che la reflex 35mm sarà la fotocamera del futuro e ordina a Alois Hoheisel di progettare la Praktiflex, presentata alla fiera di Lipsia del 1939, di cui ne furono costruite 11.000 nei 6 anni successivi, fino alla fine della II Guerra mondiale nel maggio 1945. Il 13 febbraio 1945 la fabbrica non venne colpita nel corso del più disastroso bombardamento della guerra, che con 200.000 vittime civili stimate, superò il triste record delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Dopo la guerra la fabbrica cambiò nome e indirizzo, diventando Kamera-Werkstaetten Charles A. Noble in Bismarckstrasse 56 Dresden-Niedersedlitz. L'amministrazione sovietica dei territori occupati chiese la produzione 25.000 Praktiflex e Charles A.Noble e suo figlio John H. Noble si recarono alla Carl Zeiss in Jena, che al momento si trovava nei territori occupati dagli americani, per trattare la fornitura di obiettivi per la produzione delle fotocamere ordinate ma, al loro rientro, furono arrestati e inviati in un campo di prigionia (Charles Noble venne condannato nel 1952 a 7 anni di prigione ma rilasciato poco dopo mentre John, che era stato condannato a 15 anni di prigione nel 1950 e trasferito in Russia, fu rilasciato solo nel 1955 a seguito dell'intervento del presidente Eisenhower; nel 1955 venne fatta circolare la voce infamante che Noble avesse guidato dalla sua casa il bombardamento del 13 Febbraio 1945 su Dresda). Nel 1946 la fabbrica venne nazionalizzata e diventò VEB Kamera-Werkstaetten Niedersedlitz e nel 1949, sotto la guida di Siegfried Boehm, venne sviluppata la Praktica con l'attacco a vite 42x1mm delle ottiche che negli anni a seguire diventò uno standard mondiale. La Praktina, che fu lanciata nel 1952 segna l'inizio del massimo sviluppo della fabbrica che nel 1953 aveva più di 1000 dipendenti e cambiò nuovamente nome, diventando VEB Kamera-Werk Niedersedlitz, anche se spesso viniva chiamata semplicemente KWN. Nel 1956 la 6x6 professionale Praktisix presentata alla Photokina è l'ultimo grande successo poi negli anni successivi la Pentacon perde progressivamente competitività fino a quando, con il riassetto economico del 1992, trova una propria nicchia di mercato con le panoramiche Noblex ad obiettivo rotante per pellicola 135 e 120, probabilmente le migliori fotocamere in assoluto nel loro genere.

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